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Fauna

01cavORIGINI
 
Di origini incerte e misteriose, il cavallino non sembra essere una specie autoctona della Sardegna, non sono stati ritrovati, infatti, reperti fossili del periodo antecedente il tardo Nuragico, Bronzo Recente. Importati dai fenici o provenienti all'arcipelago greco portato da navigatori, i cavallini della Giara sono oggi gli unici sopravvissuti di numerosi branchi che fino al tardo medioevo vivevano allo stato brado, nell'isola.
Nel vasto e poco antropizzato altopiano dai contorni netti e scoscesi i cavallini hanno trovato l'habitat ideale che li ha portati alle caratteristiche morfologiche e comportamentali attualie a recuperare, almeno parzialmente, il genotipo del cavallo selvatico.
 
CARATTERISTICHE E DIMENSIONI
 
I cavallini della Giara sono oggi presenti sull'altopiano in 500 esemplari circa. Il numero rappresenta, orientativamente, la capacità portante ottimale del territorio, in quanto bisogna tener conto dei numerosi altri erbivori, quali bovini e caprini che con i cavallini si contendono il pascolo disponibile. Di carattere nevrile e indomito pur se apparentemente tranquillo, il cavallino della Giara, sprigiona una forza e una esistenza insospettabili ogni qualvolta l'uomo minaccia di privarlo della sua libertà. La cattura anche se per curarlo, per marchiarlo, per domarlo o per qualunque altro motivo, storicamente non è mai stato un compito agevole e gli inseguimenti dei cavallini nelle pietraie della Giara da parte di esperti cavalieri si sono spesso conclusi con un nulla di fatto.
Le dimensioni sono ridotte rispetto a quelle dei cavalli tradizionali, anche se le sue proporzioni aggraziate non sono quelle di un pony piccolo e tozzo. L'altezza media è di 1,20 m circa al garrese,corrispondente alla verticale arti anteriori-spalla, mediamente di 30-40 cm inferiore a quella degli altri cavalli  "normali". La criniera e la coda sono folte e lunghe, il mantello può essere baio, morello o sauro, anche se questi ultimi rappresentano solamente circa l'8% degli esemplari oggi presenti nei 4.300 ha dell'altopiano. La testa è grande e i due occhioni  "a mandorla" danno al cavallino della Giara una espressione velatamente malinconica.
 
COMPORTAMENTO
 
Vivono in piccoli gruppi familiari stabili costituiti da un maschio dominate e da una a sette-otto femmine con relativi puledri, anche se non è raro trovare gruppi di maschi "scapoli". Ogni gruppo occupa un territorio ben definito anche se talvolta il territorio di gruppi confinanti può sovrapporsi.
Non sono ammesse situazioni di promiscuità, ogni capobranco è fortemente geloso del suo harem ed è pronto a difenderlo a suon di calci e morsi nei confronti di eventuali altri maschi intrusi.
Molto più diplomatico è invece il comportamento del capobranco se l'intrusione avviene ad opera di una cavalla in età fertile, che accetta di buon grado. Anche i figli maschi vengono scacciati al gruppo non appena, raggiunta l'età fertile, cominciano a manifestare strane pretese.
La dolce vita da sceicco, per lo stallone capobranco, durerà fino ai 15-20 anni di età quando, ormai anziano, verrà a sua volta soppiantato da un altro giovane maschio e andrà a trascorrere gli ultimi anni della sue vita in un altro territorio in compagnia di altri "scapoli".
 
TUTELA E RISPETTO
 
Nel 1996 la ex Comunità Montana della Giara diede avvio alla fase di acquisizione di una parte dei cavallini con l'acquisto di 121 capi. Fase conclusa nel 2002 con l'acquisizione completa di tutti gli esemplari. Oggi sull'altopiano non sono più presenti cavallini di proprietà di privati.
 
 
Fonte: Soc. Coop."Sa Jara Manna" (Gesturi-Tuili-Setzu)
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